Campo

Campo Brenzone sul Garda

Campo di Brenzone

Campo Brenzone sul Garda

L’escursionista visitatore sale trepidante una delle mulattiere, a piedi o in bike, che fra scorci lacustri e bellezze naturali conducono all’antico abitato di Campo di Brenzone sul Garda. Il Borgo medievale, quasi del tutto abbandonato dagli abitanti negli anni ’60 del secolo scorso, è posto ai piedi del monte Baldo, giace protetto da un anfiteatro naturale di lecci e ulivi. Un documento del 1023 per la prima volta ne attesta la sua esistenza come abitato dell’Alto Garda veronese. L’uliveto, le abitazioni, la Casa-Castello con la chiesetta romanica e la fontana-lavatoio hanno contribuito a conservare nel tempo un’atmosfera pregna di silenzio, di “abbandono” e di spiritualità del luogo. È in questo “clima”, così unico e impalpabile che ogni anno vengono organizzati eventi musicali e culturali che fanno di Campo “un’eccellenza turistica” del territorio di Brenzone sul Garda.

Salendo da una strada a Magugnano si raggiunge Campo Brenzone, antico borgo medievale, immerso in una conca circondata da olivi secolari e natura incontaminata. Il toponimo, come si può ben individuare, deriva da campum cioè da “superficie agraria coltivabile”. L’esistenza della contrada di Campo viene già segnalata nel 1023. Anche questo borgo conferma la tipologia di insediamento tipico delle zone dell’alto Garda. L’abitato è composto da edifici uno addossati all’altro che, sfruttando l’andamento irregolare e curvilineo del terreno, si articolano con volte e suggestivi angoli architettonici seguendo le antiche vie di collegamento per il centro di Magugnano, Biasa e Caprino Veronese.


Il borgo Campo Brenzone, come confermato da recenti analisi delle tecniche murarie, presenta una struttura edilizia non omogenea. Una sezione, collocata in posizione centrale e sovrastante rispetto al complesso abitativo, testimonia la presenza antecedente all’età moderna. Questa porzione viene identificata in un ambiente voltato e nel suo vano superiore, privo del tetto, con passaggio sul lato settentrionale e rappresenterebbe “un’architettura propria delle aristocrazie di età feudale” [Brogiolo – Leva 1998]. Si ipotizza anche che fosse attorniata da una cinta muraria fortificata. Una parte sul parete nord-ovest la si farebbe risalire al XII e XIII secolo, mentre una terza caratterizza tutto il XV secolo e rivela un periodo di decadenza delle tecniche murarie, con materiale incerto intonaci di rivestimento molto grossolani. In più è costituita dalla ristrutturazione e gestione di precedenti edifici.

L’ultimo segmento assegnabile al XVII secolo rivela “l’uso di archi bugnati di portale-finestra come quello che si apre sul prospetto meridionale” [BRENZONE Un territorio e le sue comunità. 2004, 59]. Tra il XVIII e il XX non si ha testimonianza di nuove costruzioni ma solo di riadattamenti e parziali manutenzioni degl’edifici preesistenti. I piani inferiori muniti di volta erano adibiti a stalla o canève domestiche o ospitavano le macine per la molitura delle olive e con accesso verso ovest.
Per raggiungere i piani superiori si accedeva da ingressi rivolte verso le strade principali e verso est. In una zona “periferica” rispetto all’abitato sorge l’antica Chiesetta di San Pietro in Vincoli.